Crisi economica post-Coronavirus: gli italiani hanno paura

Statistiche Covid-19

In una recente ricerca condotta da PXR Italy è emerso che 7 italiani su 10 hanno paura della probabile crisi economica post-Coronavirus. Sorge spontanea una domanda: è davvero in arrivo una nuova crisi economica? Capiamolo insieme.

Che cos'è la crisi economica e perché ne abbiamo paura?

Per crisi economica si intende il passaggio da uno stato di prosperità alla depressione nella vita economica ed il protrarsi di una situazione di ristagno degli affari, di disoccupazione e di basso livello dei prezzi, dei salari, dei profitti e dell’interesse. La crisi risulta essere la diretta conseguenza di un fenomeno chiamato recessione economica; quest’ultima è una condizione caratterizzata da livelli di produttività inferiori di quelli che si otterrebbero usando completamente ed in maniera efficiente tutti i fattori produttivi a disposizione. Il suddetto livello di produttività di un paese corrisponde al PIL; ovvero il valore aggregato di tutti i beni e dei servizi destinati al consumo, prodotti sul territorio di un paese in un dato arco temporale. L’italia conosce bene il significato di queste tre parole: crisi, PIL, recessione. Perchè ne conosce gli effetti e le conseguenze pratiche.

Al momento attuale la preoccupazione relativa ad una probabile nuova recessione dipende dal blocco delle attività produttive attuato in seguito ai decreti emanati dal governo in materia Coronavirus; alla data dell’11 marzo sono state sospese le attività commerciali al dettaglio, servizi di ristorazione e altre attività di servizi inerenti alla persona; e nei giorni seguenti tutte le attività non ritenute di prima necessità.

Se mettiamo assieme i pezzi del puzzle il quadro che risulta è chiaro: il paese produce meno di quanto potrebbe produrre (il PIL si abbassa) e la domanda di beni e servizi cala a sua volta; gli investimenti e i rapporti con investitori esteri si inaspriscono, portando meno ricchezza nelle tasche dello stato. Ma l’effetto più immediato e devastante sarà sul piano personale e familiare. L’impatto su milioni di lavoratori precari o in nero sarà enorme e si stima che la disoccupazione tornerà a superare il 10% (dati Centro Ricerca Confindustria).

Al momento attuale la preoccupazione relativa ad una probabile nuova recessione dipende dal blocco delle attività produttive attuato in seguito ai decreti emanati dal governo in materia Coronavirus: alla data dell’11 marzo sono state sospese le attività commerciali al dettaglio, servizi di ristorazione e altre attività di servizi inerenti alla persona (parrucchieri, estetisti, ecc…); e nei giorni seguenti tutte le attività non ritenute di prima necessità. Se mettiamo assieme i pezzi del puzzle il quadro che risulta è chiaro: il paese produce meno di quanto potrebbe produrre (il PIL si abbassa) e la domanda di beni e servizi cala a sua volta; gli investimenti e i rapporti con investitori esteri si inaspriscono, portando meno ricchezza nelle tasche dello stato. Ma l’effetto più immediato e devastante sarà sul piano personale e familiare: l’impatto su milioni di lavoratori precari o in nero sarà enorme e si stima che la disoccupazione tornerà a superare il 10% (dati Centro Ricerca Confindustria).
La disoccupazione tornerà a superare il 10%

Conclusioni

Aal momento risulta complesso capire come si comporterà la popolazione mondiale (ed italiana in particolare) rispetto a certi mercati. Tutto ciò che riguarda gli spostamenti, l’igiene, il contatto sociale, verrà messo a dura prova. E quindi i settori del turismo, del benessere, del commercio e della vendita al dettaglio, ma anche gli stessi servizi sanitari e di assistenza alla persona. A tal proposito PXR Italy si propone di fare ricerche di mercato; per comprendere il sentimento della popolazione, prevedere l’andamento del mercato e permettere alle aziende di muoversi di conseguenza.

Quindi sembrerebbe che la paura di 26 milioni di italiani (su un totale di 36 milioni presi in considerazione nello studio PXR Italy) riguardo alla probabile crisi economica sia giustificata; ma al di là dei numeri allarmanti, ci teniamo a concludere con una frase del celebre scrittore Mark Twain: “Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, non assenza della paura”.

Che questa possa essere l’occasione per mostrare al mondo il valore dell’Italia?

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