Fase 2: 7 italiani su 10 non hanno chiaro cosa è permesso fare

Fase 2

"Hai chiaro cosa si può fare nella fase 2 in base a quanto affermato dal governo?" è la domanda posta da PXR Italy agli italiani nell’ultimo sondaggio del 5 maggio. È risultato che più di 7 italiani su 10 (73,5%) non hanno chiaro cosa si può fare nella fase 2; si parla quindi di lavoratori, studenti e pensionati che, in assenza di chiare informazioni e direttive, non sanno come comportarsi per stare alle nuove regole.

Ma prima di trarre conclusioni affrettate o di esprimere giudizi, poniamoci alcune domande importanti:

  1. In cosa consiste la fase 2 che è attualmente corso?
  2. Cosa è permesso fare nella fase 2, spiegato in modo chiaro e semplice?
  3. Se gli italiani non stanno alle regole, quali saranno le conseguenze?

In cosa consiste la fase 2 che è attualmente corso?

La ‘fase 2’ è l’insieme delle misure e delle disposizioni necessarie a fronteggiare l'emergenza coronavirus e finalizzate ad una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive; è il risultato di un’approfondita elaborazione condotta da una comitato di esperti in materia economica e sociale, tra cui spiccano i nomi di 8 professori universitari (ordinari in prestigiose università come “La Sapienza” di Roma, University of California, Harvard  Business School, ecc.) (dati Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Le suddette misure e disposizioni sono previste e decretate dal dpcm del 26 aprile, firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, e avranno efficacia dal 4 maggio al 17 dello stesso mese. 

In linea di principio le direttive fondamentali della fase 2 riguardano pochi semplici temi. Le norme di ingresso e spostamento sul territorio italiano e la vita lavorativa e sociale degli italiani; vengono infatti elencate le categorie lavorative che possono riprendere l’attività e le misure di prevenzione e protezione da adottare per evitare il contagio da coronavirus (dati Clicklavoro).

Cosa è permesso fare nella fase 2, spiegato in modo chiaro e semplice?

Il sito del governo, in seguito alla divulgazione del testo del dpcm del 26 aprile, ha elaborato e pubblicato una pagina in cui sono raccolte tutte le indicazioni e misure della fase 2, spiegate in modo semplice e dettagliato per gli italiani: eccola.

Congiunti escono da quarantena dopo fase 2
Più di 7 persone su 10 (73,5%) non hanno chiaro cosa si può fare nella fase 2

Se gli italiani non stanno alle regole, quali saranno le conseguenze?

Facciamo subito una distinzione tra le conseguenze a livello individuale e nazionale (o italiano).

Chi trasgredisce alle misure riportate nel decreto del 26 aprile va incontro a diversi tipi di sanzioni; multe da 400 a 4.000 euro, chiusura dell’attività commerciale (o imprenditoriale) da 5 a 30 giorni, sanzioni penali che prevedono l’arresto da 3 a 18 mesi con il pagamento di una multa da 500 a 5.000 euro ed infine, in caso di dichiarazioni false rese agli operatori di polizia durante le attività di controllo, la reclusione da 1 a 6 anni (dati Anci Lombardia). Nella prima giornata della fase 2 (4 maggio), sono state controllate 258.170 persone e 100.816 attività ed esercizi commerciali. Le persone sanzionate sono state 3.691, 98 quelle denunciate per false dichiarazioni o attestazioni, 11 i denunciati per violazione del divieto di allontanamento per motivi di quarantena (fonte Ministero dell’Interno).

Per quanto riguarda le conseguenze del comportamento degli italiani su scala nazionale, non ci sono nè dati certi nè indicativi al momento attuale. Alcuni medici suggeriscono che le prossime due settimane saranno determinanti per capire se l’Italia è fuori dalla situazione di emergenza (dati intervista Cremona1).

Conclusioni

Uno studio condotto dall’Imperial College di Londra mette in guardia gli italiani: ‘se il 20% dei cittadini tornasse a mobilità e comportamenti come a prima del lockdown, ci potrebbero essere tra i 3 mila e i 5 mila decessi in più (del numero attuale); se invece a farlo fossero il 40%, le nuove vittime potrebbero essere fino 23 mila in più (del numero attuale). Tutto questo nel giro di otto settimane’. E mentre il ministro della salute Roberto Speranza ammette che le persone “stanno dimostrando di aver capito il rischio e stanno dimostrando responsabilità” (fonte: intervista a ‘Di martedì’ su La7), il premier Giuseppe Conte fa appello proprio al senso di responsabilità degli italiani nei confronti della situazione di emergenza (fonte: Corriere della Sera).

Per concludere, PXR Italy vi saluta con le parole di Oriana Fallaci: “Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”.

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