
Una nuova ricerca di PXR Italy ha messo in evidenza un dato: il 51% dei professionisti sanitari sostiene che l’emergenza sanitaria derivata dal Coronavirus finirà entro tre mesi. Contro il 49% che sostiene il contrario: durerà ancora a lungo, oltre tre mesi. Un dato che può non voler dire nulla; oppure tante cose, anche inaspettate.
Ma prima di trarre conclusioni affrettate, diamo un contesto a queste due percentuali (51% vs 49%): nella sua ultima indagine PXR Italy ha dato voce ai professionisti sanitari, chiedendo loro ‘Quando pensi che terminerà l’emergenza sanitaria per il coronavirus in Italia?’.
In Italia, parlare di professionisti che ricoprono un ruolo nella sanità fa riferimento a: medici, odontoiatri e infermieri (82,1%) e ad una minoranza di professioni limitrofe (17,9%), come biologi, psicologi, tecnici di laboratorio, ecc (dati Ufficio di statistica del Ministero della Salute). In altre parole, la classe di lavoratori che attualmente è più impegnata nella lotta al virus. D’altra parte quando si parla di emergenza sanitaria ci si riferisce a “un evento straordinario che si ritiene possa: 1.costituire un rischio per la sanità pubblica in altri Stati a causa della diffusione internazionale di malattie; 2.richiedere potenzialmente una risposta internazionale coordinata.”

Ma definizioni a parte, ciascuno può misurare su di sè l’entità di questa emergenza; sì, perchè sta indubbiamente toccando tutti, in modo forte e deciso. Salute, lavoro e relazioni sono messe a dura prova; ogni giorno che passa le dinamiche si esasperano ed il desiderio di tornare alla normalità si fa più intenso. Per farla semplice: abbiamo bisogno di tornare alle certezze a cui siamo sempre stati abituati. Le neuroscienze hanno dimostrato che la percezione di una condizione di incertezza attiva in noi una sensazione di malessere, di intenso stress.
Al momento nulla farebbe più piacere di una certezza, come per esempio il parere unanime dei medici nel dire: “tutto questo finirà tra una settimana/un mese/tre mesi!”. Quando leggiamo che i professionisti sanitari si dividono a metà (51% vs 49%) nello stabilire un ipotetico termine all’emergenza Coronavirus, la nostra sensazione è quella di brancolare nel buio, senza certezze. Ma proprio in questo momento di mancanza e nostalgia possiamo provare quantomeno a riflettere: e quindi chiederci ‘che cosa stavo dando per scontato?’. E cogliere l’occasione per apprezzare quelle ‘piccole certezze’ che diamo ogni giorno un po’ per gratuite: che sia la famiglia, la salute, un amico o una semplice stretta di mano.
E’ forse in tempo di incertezze che ritroviamo ciò che per noi è veramente importante?



