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L’immigrazione in Italia ai tempi del Coronavirus

Leonardo Saulle - Agosto 7, 2020
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L’immigrazione in Italia ai tempi del Coronavirus

Immigrazione in Italia ai tempi del Coronavirus

Nel pieno dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus la questione immigrazione in Italia sembra essere passata in secondo piano; nonostante ciò i flussi migratori non si sono fermati durante il lock down e, anzi, registrano dei numeri elevati.

A fine luglio 2020 l'Italia è il primo paese in Europa per numero di sbarchi via mare, con un totale di 14.382 arrivi, seguita solo da Spagna e Grecia. Tra il 1 gennaio e il 7 agosto 2019 si contavano 4.039 migranti sbarcati in Italia, mentre nello stesso periodo del 2018 erano 18.890.

Nel 2020, solo nel mese di luglio, sono arrivati in Italia oltre 7 mila migranti. Il 40% è di nazionalità tunisina, il 19% viene dal Bangaldesh e il 15% dalla Costa d'Avorio. Quanto al genere e all’età delle persone sbarcate, il 79% delle persone arrivate sulle coste italiane è di sesso maschile, le donne sono il 6%, i minori il 15% – attualmente si registra un numero molto elevato di minori non accompagnati tra i migranti sbarcati in Italia nel 2020: 1.747. Nell'intero arco del 2019 erano solo 1.680, mentre nel 2018 erano 3.500 (fonte: Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione).

Cosa pensano gli italiani dei migranti?

In una ricerca, PXR Italy ha condotto una sentiment analysis degli italiani basata su oltre 9.000 tweet per avere un' idea di come in Italia venga rappresentata l'immigrazione ai tempi del Coronavirus.

La sentiment analysis si è basata sull'analisi semantica delle parole più utilizzate nei tweet degli italiani in associazione alla parola "immigrati". In particolare i risultati mostrano che l'espressione più frequente è stata immigrati clandestini, citata ben 516 volte.

La seconda espressione più utilizzata è immigrati positivi e comprare 269 volte. Questa espressione, che decontestualizzata può apparire neutra, acquisisce un'accezione negativa poiché relazionata al Covid-19.

Infine, la terza espressione più frequente è immigrati infetti, comparsa 262 volte. Anche in questo caso si fa riferimento al Coronavirus e la parola utilizzata assume toni negativi. Nel complesso, si può affermare che le conversazioni su twitter in cui si parla di immigrati sono associate prevalentemente ai temi negativi della clandestinità e dell'infezione da Coronavirus.

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