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Neuroestetica computazionale: la nuova frontiera del digital marketing

Leonardo Saulle - Agosto 25, 2020
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Neuroestetica computazionale: la nuova frontiera del digital marketing

Neuroestetica computazionale - PXR Italy

La neuroestetica computazionale è la disciplina che integra il neuromarketing, la psicologia e le scienze informatiche e indaga i processi cerebrali degli esseri umani coinvolti durante l'esperienza estetica.

Gli stimoli visivi osservati dalle persone (come le immagini) vengono elaborati tramite sistemi di recording digitale al fine di ottenere dati sulle caratteristiche estetiche in relazione ai processi cerebrali dei soggetti. A differenza della "semplice" estetica computazionale, che si limita ad utilizzare strumenti classici come le scale self report, la neuroestetica computazionale utilizza una vasta varietà di tecniche di misurazione.

A cosa "serve" la neuroestetica computazionale?

I risultati che emergono dagli studi di questa nuova disciplina sono applicabili in diversi settori. Tra questi risultano privilegiati gli ambiti del marketing e della comunicazione; infatti è possibile conoscere quali caratteristiche estetiche devono possedere gli stimoli pubblicitari affinché siano apprezzabili ad un livello profondo ed implicito dai consumatori. Tali risposte di gradimento costituiscono un fattore che influenza positivamente l'orientamento delle persone verso i prodotti e marchi promossi. In altre parole, la neuroestetica computazionale fornisce valide (e data-based) indicazioni per creare una pubblicità ad hoc per ogni tipo di potenziale consumatore.

La neuroestetica computazionale, una nuova disciplina data-based

Un ulteriore settore di applicazione è rappresentato dal design e dall'user experience design. Infatti, l'estetica dei prodotti e delle interfacce fisiche e virtuali è una componente fondamentale per l'esperienza dell'utente. La neuroestetica computazionale offre conoscenze utili per sviluppare un design che rispetti i parametri estetici in grado di migliorare l'user experience. Prodotti e servizi con una buona UX sono percepiti come migliori e più facili da utilizzare da parte dei consumatori

Quali sono le origini della neuroestetica computazionale?

L'estetica è una disciplina che, all'interno del filone psicologico, viene approfondita nel corso dei decenni da diversi approcci, tra cui quello gestaltico e cognitivista. Nel 2019 il termine neuroestetica computazionale (computational neuroaesthetics) viene utilizzato per la prima volta dal ricercatore italiano Mattia Martone che realizza il primo protocollo sperimentale con il centro di ricerca PXR Italy per valutare le risposte psicologiche dei soggetti in relazione alle caratteristiche estetiche di vari stimoli visivi.

Libro del dott. Mattia Martone su neuroestetica computazionale
Copertina del volume "Neuroestetica Computazionale: la nuova frontiera del marketing digitale"

Su Amazon al seguente link si può scaricare il libro di Mattia Martone che introduce alla teoria e alle tecniche della neuroestetica computazionale; il volume presenta una struttura divisa in due macrosezioni. La prima descrive il concetto di estetica dei contenuti nella società digitale odierna, caratterizzata dai fenomeni della personalizzazione e dei big data, e delinea le origini di questa nuova disciplina. La seconda macrosezione illustra gli approcci psicologici all'estetica dei contenuti che si sono susseguiti nel corso del tempo.

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